Lettera ai cresimandi 2018

Pubblicato giorno 4 giugno 2018 - Senza categoria

I cresimandi 2018 hanno incontrato l’Arcivescovo di Milano allo stadio S.Siro,   sabato 26 maggio 2018 “Con voi che bello”.

La frase a caratteri cubitali creata dai figuranti sul campo di “San Siro”, a conclusione dell’incontro diocesano dell’Arcivescovo con i ragazzi della Cresima provenienti da tutta la Diocesi, è come la sintesi e, insieme, il simbolo del grande momento tradizionale, ma ogni anno nuovo, che vede la “carica dei 50.000” occupare gli spalti del “Meazza”.

Tutti insieme ragazzi, genitori, educatori, madrine, padrini, catec isti sacerdoti e interi oratori per vivere con l’Arcivescovo e i Vicari episcopali, la festa di preg iera, riflessione e animazione, quest’anno intitolata “Vedrai c e bello” con il tema dell’anno oratoriano.

E il vescovo Mario – per lui è la prima volta da quando è alla guida della Chiesa ambrosiana – non li delude, arrivando con ampio anticipo sull’ingresso previsto, salutando i tantissimi c e si fermano per un selfies, una stretta di mano, un abbraccio festoso. Come quello che gli rivolgono i figuranti riuniti per l’ultima messa a punto delle coreografie, con cui Delpini si ferma, prima di salutare, a uno a uno, i ragazzi disabili.

C e sia un’occasione di gioia condivisa e c e sia bello vederla ed “esserci”, come scandiscono in coro un gruppo di adolescenti, è d’altra parte evidente tra le casacc e di diversi colori c e identificano la Zona pastorale di provenienza, gli striscioni, i cori.

Nonostante i numeri, è come un sentirsi a casa: forse anche per il gesto del reach out, l’abbraccio, compiuto da papa Francesco il 27 settembre 2017 c e si ripete anc e sulle gradinate, o per le figurazioni disegnate sul campo, davvero suggestive con quel passaggio dalla Torre di Babele alla “Città felice” (“Verso la Città felice” è il titolo della Lettera inviata dall’Arcivescovo ai Cresimandi e Cresimati 2018) simboleggiata da un Duomo fatto di cartone, ma che raccoglie ammirazione come quello vero. «I nostri padri sono stati saggi perché hanno costruito questa città intorno al Duomo, così che il nostro vivere insieme sia benedetto da Dio», dice il Vescovo a commento di questo primo momento. E, poi, l’immagine-guida di “Vedrai c e Bello!” e il volto del Signore da cui si irradia lo Spirito con i suoi 7 doni.

Insomma, un evento ecclesiale – certo –, ma anc e un bel segno per la città e per i giovani, non solo per le molte migliaia c e allo stadio ci sono. A tutti i ragazzi sembra, infatti, rivolgersi monsignor Delpini, ric iamando anche con la gestualità – il vedere, sentire, rispondere. «Provate a mettere le vostre mani sugli occhi, non si riesce a vedere i volti delle persone, degli amici che abbiamo vicino, non possiamo leggere libri o guardare le stelle. È un buio che non finisce mai. La vita infelice è piena di buio o è come quando si è accecati dai fari su un palco». «Ma tu», scandisce l’Arcivescovo, «puoi vedere Gesù c e è luce, “lampada per i miei passi”. Imparate a guardare con lo sguardo di Gesù.

Prima delle parole e dei canti, iniziate con il chiudere gli occhi e chiedere a Gesù di essere la vostra luce, pensando ai ragazzi che non possono mai vedere perché sono ciechi. Ricordate di tendere la mano a chi è cieco per permettergli di camminare».

E se così è per gli occhi, lo è anche per la bocca. «Se la chiudete non potete parlare, chiedere quello di cui avete bisogno, che avete pensato, che vi serve per vivere. La città infelice è la discarica delle parole inutili, volgari, cattive, velenose. Noi che vogliamo abitare nella città felice, impariamo a dire parole buone. La parola non è ripetere quello che ci suggeriscono altri, non è per ferire: la parola è per rispondere all’amore che ci ha insegnato a parlare. Pensate ai coetanei che non possono parlare e cercate di comunicare anche con loro».

E, ancora, «un terzo esercizio di preghiera», propone il Vescovo. «Mettete le mani alle orecchie, non si sente niente. Non sentite chi vi chiama, chi vi vuole bene, vi parla, chi vi fa catechismo. Tu puoi ascoltare, ma nella città infelice c’è un baccano talmente confuso, una musica così assordante, che per parlare con un amico vicino devi gridare». Chiara la parafrasi del presente e della società dalle tante violenze anche verbali: quella dove «non si riesce a comunicare». Invece, «noi che vogliamo abitare nella città felice vogliamo essere come coloro che sentono il bene, imparano a parlare rispondendo alle parole di Gesù, ad abitare il silenzio per entrare nella città felice, perché lo Spirito di Dio è la luce amica che insegna a guardarle la vita con lo sguardo di Gesù».

A conclusione, arriva la consegna complessiva. «Gli occhi chiusi, le orecchie tappate, la bocca sigillata. Ascolta, prega, rivolgi uno sguardo buono anche a quelli che non vogliono sentire. Così costruiremo la città felice». Come quella c e, con le offerte raccolte durante l’incontro, i ragazzi contribuiranno a edificare, realizzando un oratorio e una Sala di comunità nella parrocchia di St. JeanMarie Vianney della Diocesi di Garoua in Camerun. Infine, prima del consueto giro del campo, ancora tante foto e anche un ultimo reach out dell’Arcivescovo, mentre i palloncini, sulle note dell’Inno alla gioia di Beethoven, salgono in cielo tra gli applausi.

L’ultima parola è del «famoso poeta contemporaneo Delpini» (così si autodefinisce) c e recita una sua composizione a completamento del noto detto popolare: “Casa mia, casa mia \Con lo Spirito per via\ Se anche adesso vado via\ tutto il mondo è casa mia”.

Inutile dire c e “San Siro esplode” come a un gol nel Derby: ma questa volta la squadra per cui tifare è di tutti.

Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore il maestoso e memorabile incontro con l’Arcivescovo di Milano, Mons.Mario Delpini.

Abbiamo visto

Lo stadio stracolmo di ragazzi, genitori e padrini…prossimi alla S.Cresima. Ci siamo ritrovati, nello Stadio, a pregare, cantare, ballare, senza insultarci o inneggiare frasi razziste. Ci siamo sentiti una grande famiglia Abbiamo visto che, seguendo il cartellone del gruppo, anche se incontriamo e incrociamo tante altre persone, non rischiamo di perderci. Abbiamo visto che, è possibile una pacifica convivenza civile: basta conoscere e mettere in praticare le regole della buona convivenza: rispettare gli altri, rispettare la fila, pagare il biglietto della metropolitana, rispettare gli orari e gli impegni Abbiamo imparato

1- Gli esercizi per ben pregare

a. Chiudere gli occhi

b. Chiudere la bocca

c. Chiudere le orecchie

 

 

2- Abbiamo imparato che laCresima è ricevere lo Spirito Santo. Abbiamo cantato “Se resti con noi”, a pag.3 del libretto. Ogni volta abbiamo cantato, in 50.000: “se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù”. Ecco: abbiamo imparato c e è necessario, importante e fondamentale prepararsi a ricevere il dono della Cresima. Per questo motivo è importante andare a “catechismo” e frequentare assiduamente la S.Messa della Domenica.

–>Per prepararci a ricevere il dono del Sacramento della Cresima che infonde la pienezza della Grazia divina con i 7 doni dello Spirito Santo (Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio), ci troveremo in Oratorio S.Giacomo, via Curiel 1, venerdì 7, 14, 21, 28 settembre ore 18-19; venerdì 5 ottobre ore 18-21: momento spirituale con pizzata insieme.

 

I catechisti Angela, Angela, Iolanda, Manuel, Paola, Cinzia, Mariarosa, Anna

con il parroco don Alessandro

 

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