La scuola materna parrocchiale chiude

Zibido San Giacomo, 31 Gennaio 2020
San Giovanni Bosco, sacerdote
Prot. N. 18 A.S.2019/2020

Cortese attenzione
TUTTA LA POPOLAZIONE
Zibido San Giacomo

Oggetto: LA SCUOLA “MATERNA SAN GIACOMO” CHIUDE

Quando l’Arcivescovo di Milano mi nominò parroco e gestore della scuola Materna San Giacomo era l’inizio dell’anno scolastico 2014/2015. I conti erano tutti in rosso: la scuola aveva 74 iscritti ma era in deficit.

La Parrocchia aveva il conto corrente gravemente in rosso.

La Curia, vista la drammatica situazione economica, concesse alla Parrocchia, Ente Gestore della Scuola Materna e proprietaria della struttura scolastica, una fidejussione di €250.000,00 (duecentocinquantamila euro). La fidejussione è una copertura finanziaria che poi la Parrocchia (cioè tutti i parrocchiani) deve onorare di anno in anno fino all’estinzione della fidejussione stessa.
Grazie a quell’aiuto, e all’aiuto dei parrocchiani che ogni giorno e ogni domenica hanno contribuito con offerte e piccole attenzioni, siamo riusciti a salvare la Scuola, che nonostante iniziasse a perdere iscrizioni per il calo demografico (A.S. 2014/2015: n.74; A.S.2015/16 n.70; A.S.2016/17: n.70; A.S.2017/18: n.64; A.S.2018/19: n.55; A.S.2019/20: n.35), è arrivata fino all’anno scolastico 2019/2020.

Questo ultimo anno scolastico in corso è un anno di assoluta eccellenza educativa e di carità cristiana: la parrocchia ha deciso di non licenziare una maestra ma di mantenere tutto l’organico nonostante le previsioni che già ad inizio anno scolastico preannunciavano una perdita di esercizio: l’aiuto delle offerte dei praticanti alla S.Messa, delle feste ed eventi parrocchiali (tombola, festa carnevale, vendita conchigliotti) avrebbero garantito un piccolo salvagente. Inoltre avere 3 maestre per 35 bimbi è un lusso che abbiamo voluto permetterci e sostenere per offrire un’altissima qualità educativa e didattica.

Ma arrivati a prevedere il nuovo anno scolastico 2020/2021, dovendo rispondere alla Legge e allo Stato italiano della condizione e conduzione della Scuola che si configura come “attività aziendale” la Parrocchia, con tutta responsabilità e conti alla mano, deve ammettere che non riesce più a sostenere la gestione.

In questi anni la Parrocchia, Legale Rappresentante, ha sempre coperto gli scoperti di gestione della Scuola riportandola, nonostante il calo degli iscritti, ad una gestione economica positiva e fruttuosa.

La Scuola della Parrocchia chiude per mancanza di bimbi: c’è un vistosissimo calo demografico ed è un dato oggettivo a livello nazionale.

Alcune considerazioni:

1) La Chiesa sono tutti i battezzati. La Parrocchia sono tutti i battezzati e tutti coloro che credono nei valori cristiani e li sostengono e li praticano.
Tutti i battezzati credenti condividendo gli stessi valori e volendo insegnarli ai figli e ai nipoti, mettono in piedi delle attività: il catechismo, la scuola, vari gruppi di interesse, l’Oratorio. Tutte queste attività sono coordinate dall’Ente Parrocchia. Le offerte liberali che i cristiani danno servono per mantenere questi “servizi”.
Oltre alle offerte, i cristiani sostengono la trasmissione dei propri valori chiedendo allo Stato il riconoscimento pubblico delle proprie attività: ecco la Legge del “Diritto allo studio” che garantisce al genitori la libera scelta dell’educare riconoscendone un contributo economico; ecco la possibilità del finanziamento dell’8xmille alla Chiesa Cattolica che sostiene, attraverso l’Ente del Vaticano, TUTTE le chiese nel mondo intero.
Tutte le feste che si organizzano in Parrocchia dalla Parrocchia tendono a sostenere le spese per le “attività della Parrocchia”, tra le quali la Scuola Materna che è una delle attività educative d’eccellenza della Parrocchia S.Giacomo.
La Parrocchia, insieme di tutti i cristiani, si organizza per insegnare ai bambini le preghiere, la generosità e la condivisione, sia attraverso la Scuola (dove c’è: non tutte le Parrocchie hanno una scuola privata), sia attraverso il catechismo e la vita d’Oratorio. Là dove ci sono cristiani che sentono vivo e forte il desiderio di trasmettere i valori cristiani, nascono e si autofinanziano progetti e attenzioni, tra le quali, appunto una Scuola parrocchiale che però, come hanno anche recentemente gridato dai servizi di “Le Iene” e “Striscia la Notizia”, deve ottemperare a tutte le leggi dello Stato Italiano circa la normativa della gestione di un’attività d’azienda.

2) La Scuola Parrocchiale è una grazia ma anche un impegno da parte di tutti i cristiani della Parrocchia chiamati a sostenerla. Se mancano i bambini iscritti e mancano i fondi necessari per pagare le spese, la Parrocchia non è in grado di continuare a dare vita alla Scuola.
Non ci si può chiamare fuori demandando “alla Chiesa o alla Curia” il risolvere i problemi. La Chiesa siamo tutti i cristiani che si autotassano per le proprie iniziative. Così funziona da sempre.
La Curia è “l’ufficio di controllo” che aiuta la Parrocchia a rispettare i termini di Legge che la Parrocchia deve onorare e rispettare davanti allo Stato Italiano. C’è stato, poco tempo fa, proprio un forte richiamo mediatico che imputava alla Chiesa di fare attività commerciali e di non pagare le tasse e di non rispettare le regole. La Parrocchia San Giacomo, avendo nella Scuola una attività “commerciale” secondo i dettami della Legge, deve rispettare il diritto di impresa e tutte le regole dell’imprenditoria, non da ultimo la gestione del personale, la sicurezza sul lavoro, la chiarezza di bilancio (il falso in bilancio è penalmente perseguito). Tutti gli italiani hanno fatto sentire la loro voce: la Chiesa deve pagare tutte le tasse! Giusto e doveroso. Non scandalizziamoci allora se una Parrocchia non riesce più a mantenere una “scuola materna” che è considerata dallo Stato una attività aziendale per mancanza di adesioni e di coperture finanziarie!
La Parrocchia, che è l’insieme di tutti i cristiani che vogliono vivere e diffondere i valori del Vangelo là nel territorio dove vivono e dove hanno la loro stabile residenza, deve trovare le coperture finanziare per ottemperare alla Legge dello Stato: attraverso le rette e attraverso le offerte liberali che si raccolgono durante le feste della Parrocchia e durante le S.Messe.

3) “Ora che chiude la Scuola, chi insegnerà ai figli le preghiere, la condivisione, l’onestà?” I genitori! Come hanno sempre fatto da millenni. I genitori: primi educatori alla vita e alla fede dei propri figli.
Chiudendo la Scuola, i cristiani in Zibido San Giacomo hanno solo affermato che non si hanno più risorse per mantenerla in vita: se oltre a diminuire i bambini, diminuiscono coloro che vanno in chiesa e donano regolarmente un’offerta per “le spese delle attività della Parrocchia”, diminuiscono coloro che firmano per l’8xmille, diminuiscono coloro che frequentano gli ambienti della Parrocchia facendosene carico, è inevitabile che alcune attività e alcune strutture andranno a perdersi, ma non per volere sovrano di una qualche autorità, ma per tacita e comunitaria decisione di quanti, cristiani, non se la sentono più, non vogliono più sostenere i propri valori.
La mamma di don Vittorio, mio primo parroco, quando andò in pensione, diede metà della sua liquidazione alla sua Parrocchia con questa motivazione: “devo ringraziare la parrocchia perché se ho preso la pensione è perché non ho perso il lavoro quando avevo te piccolo. Sei stato all’asilo della Parrocchia e ora è giusto che io debba riconoscere che quanto ho maturato è stato anche grazie alla Parrocchia che tenendoti all’asilo mi ha permesso di andare a lavorare”. Don Vittorio è cresciuto con questa finezza. Tre anni fa ci siamo sentiti: voleva sapere come stavo e gli parlai di alcuni problemi tra cui il tetto dell’asilo da rifare. Dopo qualche settimana, donò alla Parrocchia S.Giacomo €5.000,00 : aveva appena ereditato un bene da un famigliare e il Parroco, Gestore e Legale Rappresentante della Scuola, li ha usati per riparare il tetto della Scuola Materna nell’intervento straordinario nel novembre 2017. Buon sangue non mente! Questa è la Chiesa: l’aiutarsi tra cristiani affinchè i valori del Vangelo continuino a camminare e a diffondersi.

Anche i prossimi eventi, ad esempio, “cena per 33”, o la Tombolata per la Festa della Famiglia, che la Parrocchia svolge nella struttura della Scuola che è di sua proprietà e per la quale non ha mai chiesto né esigito l’affitto (perché la Parrocchia è sempre interessata a sostenere l’attività didattica), confluiscono nell’”unica cassa” che sostiene le attività della Parrocchia. Più c’è gente che vi partecipa e sostiene, e più la Parrocchia può far fronte alle spese. Meno c’è gente, e meno si riesce a sostenere…fino a chiudere. Ma la colpa, se c’è una colpa, non è di una alta regia, ma della tacita disaffezione di “sedicenti” cristiani, quelli che si proclamano cristiani, ma non vanno mai a messa, non danno nulla per il bene di tutti, si limitano a pretendere dalla Chiesa “ricca” di sostenere i propri interessi pretendendoli come diritto.
Anche per il catechismo: i cristiani sostengono questa premura di educazione con un’offerta in denaro per aiutare a pagare le spese della gestione. A catechismo insegniamo a pregare, a condividere, a regalare a chi è più sfortunato, ad andare a trovare gli ammalati, ad onorare papà e mamma e i nonni con tutti gli anziani. La Parrocchia riunisce molteplici volontari che gratuitamente si impegnano solo per il desiderio di diffondere il Vangelo e lo stile di vita buono che da esso scaturisce.
Dietro la Scuola Materna Parrocchiale c’è tutta la Parrocchia: ci sono tutti quei cristiani che ci tengono e hanno collaborato per l’educazione cristiana, cristiani volontari che “gratis e amor Dei” hanno offerto soldi, tempo e competenze per portare avanti la Scuola Materna: GRAZIE
ai tre volontari dell’ufficio amministrativo (contabilità, rette, gestione della segreteria);
ai volontari (alcune mamme e nonne) delle pulizie;
ai volontari nella didattica (catechiste e fedeli) che hanno aiutato gratuitamente le insegnanti in alcuni progetti durante gli anni scolastici e durante le gite;
alla consulenza gratuita della pedagogista Gadia;
a tutti i fedeli che hanno contribuito con una “busta mensile” al “sostegno delle spese della Parrocchia”;
al Gruppo Caritas che ha sostenuto alcune famiglie in criticità economica e che non riuscivano a pagare le rette;

al Gestore che ha lavorato gratuitamente destinando totalmente il rimborso spese mensile di sei anni sempre totalmente alla Parrocchia.
Grazie certamente anche ai tanti genitori che hanno sostenuto eventi “ad hoc” “pro Scuola Materna”: mi preme però sottolineare che la Scuola Materna San Giacomo è stata costantemente sostenuta anche da quei quotidiani eventi anche se non “targati pro Scuola Materna”.

Carissimi, ci abbiamo creduto fino alla fine e oltre. Ci abbiamo creduto nonostante tutto e con tutte le nostre forze. Ci abbiamo creduto anche con i conti in rosso.

Abbiamo lottato con grinta ed entusiasmo, e abbiamo aspettato con le porte aperte fino al 22 gennaio 2020, sostenuti e sollecitati da tutti i genitori e dal personale di aspettare fino all’ultimo minuto utile l’arrivo di qualche nuova iscrizione, ma dopo 73 anni di gloriosa attività, la Parrocchia non ha più risorse per offrire questo prezioso servizio educativo.

La Scuola “Materna San Giacomo”, pur piccola, ha accompagnato tantissimi bimbi nei loro primi passi verso la scolarizzazione; ha sempre accolto le richieste di “sconti” avanzate dalle famiglie in difficoltà; ha dato lavoro a molte famiglie; è stato luogo di eccellenza della Parrocchia nel “primo annuncio del Vangelo di Gesù”;

Considerato che
– avendo ad oggi (31 gennaio 2020) 15+5 iscrizioni certe per l’anno Scolastico 2020/21 e questo richiederebbe il licenziamento di una maestra e l’assunzione di una inserviente per le pulizie, quindi un organico di personale di 4 dipendenti da mantenere con 20 rette mensili
– la gestione di una mono sezione implica una capacità di supplenza immediata nel momento del bisogno e questa capacità non è possibile garantirla
– la nuova proposta di Retta di €210,00 mensili è stata elaborata sulla prospettiva di n.30 bimbi richiederebbe di essere quasi raddoppiata in una cifra non eticamente proponibile (€350,00 mensili)

- nel giugno 2021, 6 dei 20 bimbi andranno alla Scuola Primaria lasciando ancora in emergenza numerica la Scuola (le disposizioni di Legge obbligano ad avere sezioni di minino 15 bambini e massimo 27 bambini per sezione)
– continua la carenze di nuove nascite
– il parere espresso dal CPU in questi ultimi cinque anni e in particolare il parere espresso nella sessione del 15 maggio 2019 nel riconoscere lo stato di profonda e irreversibile criticità nella gestione della “azienda scuola parrocchiale”
Alla luce dell’ultimo incontro e confronto con gli Uffici competenti di Curia da cui dipendono le autorizzazioni e il controllo a norma di Legge per tutte le attività svolte in Parrocchia perché sia ottemperata in tutte le situazioni la vigente giurisprudenza circa la corretta gestione di un’attività che si configura, per le Leggi dello Stato, un’attività di azienda, che ci scrivono, in data 21 gennaio 2020, e ci sottolineano la necessità di chiudere l’azienda Scuola per l’impossibilità da parte della Parrocchia San Giacomo di far fronte ad una gestione sempre più fuori dalla ordinaria capacità della Parrocchia stessa;

Dopo aver sentito il parere del CPU nella sessione del 19 maggio 2019, sessione che si è concentrata proprio sulla “questione Scuola Materna San Giacomo”, sessione aperta a tutti e pubblicizzata sul bollettino degli avvisi settimanali e durante gli avvisi delle SS.Messe,
dopo aver informato i dipendenti nella riunione convocata lo scorso 27 gennaio 2020 ore 18,00 presso la Scuola Materna Parrocchiale
dopo aver informato i genitori nella riunione convocata lo scorso 27 gennaio 2020 ore 18,30 presso la Scuola Materna Parrocchiale
insieme al CPU e al CAEPU, mi rattrista profondamente annunciare che la Scuola “Materna San Giacomo” Scuola dell’Infanzia Paritaria, codice meccanografico MI1A550007, chiuderà definitivamente l’attività il 31 agosto 2020.

Don Alessandro Giannattasio, Parroco
Gestore e Rappresentante Legale “Materna San Giacomo”
Scuola dell’Infanzia Paritaria

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